Giuseppe De Nittis l'impressionista barlettano che ha entusiasmato l'intera Europa - Barletta 1846 / Saint Germain en Laye 1884
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INFANZIA
Giuseppe Gaetano De Nittis nasce a Barletta il 25 Febbraio 1846. Pochi mesi prima della sua nascita il padre Raffaele, agiato possidente, viene arrestato per motivi politici.
La madre, Teresa Barracchia, muore pochi giorni dopo averlo partorito. Giuseppe e i fratelli Vincenzo e Carlo vengono accolti nella casa dei nonni paterni.
Nel 1848 il padre viene rilasciato, segnato nel fisico e nella mente, non regge alla scomparsa della moglie e si suicida.



I PRIMI STUDI
Giuseppe De Nittis compie i primi studi di pittura presso Gianbattista Calò e dal Dattoli; dal 1861 frequenta all'Istituto Accademia di Belle Arti di Napoli sotto lo Smargiassi e il Mancinelli, dove l'insegnamento tradizionale ed accademico risulta molto distante dal suo desiderio di dipingere la natura dal vero. Nel 1863 infatti viene espulso dall'Istituto per motivi disciplinari.
In questo periodo De Nittis si dedica allo studio dal vero, in seguito con Federico Rossano, Marco Degregorio, Belliazzi e Adriano Cecioni (scultore e pittore fiorentino) con il quale dà vita alla "scuola di Resina" definiti ironicamente dal Morelli "repubblica di Portici".
Nel 1866 espone alla "Quarta Promotrice", a Napoli, con 2 dipinti ("Casale nei dintorni di Napoli" e "Il passaggio degli Appennini") che ottengono un tale successo da essere acquistati dal Re Vittorio Emanuele II, per la Pinacoteca di Capodimonte. Sempre nello stesso anno, De Nittis giunge a Firenze dove, preceduto dall'eco dei suoi successi, viene accolto con grande entusiasmo dal gruppo dei Macchiaioli (artisti fiorentini, di solito riuniti al "Caffé Michelangelo", che si battono per un'arte fuori dagli schemi convenzionali) i quali riscontrano nella pittura di De Nittis una totale aderenza al loro programma artistico.



A PARIGI
Compie il suo primo viaggio a Parigi dove conosce Messonier che a quel tempo è uno degli artisti più strapagati di Parigi. Questi gli propone di eseguire paesaggi di sfondo per i suoi quadri di genere storico allettandolo con un sostanzioso compenso, ma De Nittis rifiuta nonostante le sue non proprio floride possibilità.
Il mercante d'arte Reutlinger, conquistato dalla sua pittura, gli offre un contratto che gli assicura una discreta rendita mensile e che gli consente di stabilirsi definitivamente a Parigi. Ma il contratto con quest'ultimo lo costringe ad alcuni compromessi obbligandolo a dipingere frivole scene in costume ambientate nel XVII e XVIII secolo.
Nel 1869 espone per la prima volta al "Salon". Sempre in questo periodo, stringe amicizia con un gruppo di giovani artisti che successivamente formeranno il gruppo degli Impressionisti.

IL RITORNO A BARLETTA
Lo scoppio della guerra franco-prussiana nel 1870 costringe De Nittis a rifugiarsi con la moglie in Italia, a Barletta e nei due anni successivi si sposta continuamente tra Barletta, Napoli, Portici, Ischia e Capri.

SUCCESSO A PARIGI
Nel 1872 ritorna a Parigi, espone al "Salon" e ottiene uno straordinario successo che lo consacra definitivamente alla celebrità. Il 15 Aprile del 1874 De Nittis partecipa alla prima Esposizione degli Impressionisti al Boulevard des Capucines, nello studio di Nadar insieme con Degas, Renoir, Pissarro, Sisley, Bouidin, Cézanne, Morisot, ecc., mostra destinata a creare una rivoluzione all'interno dell'arte moderna.

LA CONTINUA DEL SUCCESSO
Negli anni fra il 1875 e il 1877 vive tra Parigi, Londra e Napoli. Quando si reca a Londra cerca "altri sbocchi di mercato" e lì conosce un ricchissimo banchiere, Kaye Knowles, il quale affascinato dalla sua pittura gli commissiona, per una ingente somma, dieci quadri di soggetto londinese. E così anche a Londra, come a Firenze e a Parigi, De Nittis riscuote un grande successo. Nel 1878 partecipa all'Esposizione Universale di Parigi con dodici opere tra le quali "Piccadilly", "Westminster" e "Il Ritorno dalle Corse".
Dopo il '79 si dedicò anche al pastello. La sua straordinaria "abilità tecnica" unita alla sua "versatilità" e alla sensibilità verso la realtà, gli permette di comprendere lo spirito di questa città fino a diventare un suo eccellente interprete. Da questo momento De Nittis, al massimo del successo e la celebrità gli apre le porte dei più esclusivi salotti di Parigi, in quello della Principessa Bonaparte realizza uno splendido dipinto: "Il salotto della Principessa Matilde".
Nel 1884 dipinge diverse opere tra le quali, quella che è considerata uno tra i suoi capolavori: "Colazione in giardino".

LA MORTE
Il 21 Agosto di questo stesso anno una emorragia cerebrale lo fulmina nel momento in cui sta dipingendo "Sull'amaca". Giuseppe de Nittis muore a soli 38 anni, nel 1884, lasciando un ricordo straordinario di sè in chi lo conobbe e un immenso patrimonio artistico che grazie alla sua amata Léontine si trova per la maggior parte nel suo paese natale, producendo l'effetto di rinfrancare l'animo di chi si trova a contemplare un suo quadro.